Ci sono dolori che spingono a ritirarsi dal mondo, a scegliere la fuga dalla memoria. Helen Cartwright ha fatto proprio questo: dopo sessant'anni trascorsi in Australia è tornata in Inghilterra, nel paesino in cui è nata, per chiudere il cerchio della sua vita e rifugiarsi in una solitudine che crede necessaria. In una villetta con la porta d'ingresso color senape trascorre giornate tranquille, scandite da abitudini rigorose. Poi, una sera d'inverno, un minuscolo intruso attraversa il suo salotto: un topolino smarrito e tremante, in cerca di riparo dal freddo. Il primo impulso è chiamare qualcuno perché lo porti via. Ma qualcosa la trattiene. Helen si accorge della fragilità di quella creatura – il respiro affannoso, il corpo esile, gli occhi lucidi e vigili – e si avvicina con cautela. Contro ogni previsione, decide di prendersene cura. Prepara una scatola, un panno morbido, qualche briciola. E lo chiama ‘Sorsino', per il modo in cui beve dal tappo di una bottiglia. A partire da quell'incontro fragile e improbabile, qualcosa dentro e fuori di lei inizia impercettibilmente a spostarsi, aprendo una crepa luminosa nella quiete che si era costruita.
Sorsino
Autore: Simon Van Booy
Editore: Salani
Isbn: 9788831024853
Edizione: 2026
Numero pagine: 240
