Gli studi recenti sugli ultimi decenni dell'Ottocento hanno alquanto ridotto quel senso di incontrastata supremazia che una precedente tradizione usava attribuire all'Impressionismo francese e hanno messo in luce una ricca serie di soluzioni pittoriche originali nate nei diversi paesi europei come frutto della sintesi tra i suggerimenti del tradizionale filone impressionista francese e le solide radici locali. Il catalogo che accompagna la mostra bresciana intende tracciare un quadro sintetico di questi Impressionismi europei originali e in buona misura indipendenti, concentrando la propria attenzione sulle personalità più rilevanti e sulle aree nazionali più importanti. Dei numerosi artisti presenti, alcuni sfidano l'impressionismo francese sul terreno di una pittura ancora più intensa e sensuosa (gli spagnoli Fortuny e Beruete, il tedesco Von Menzel); in altri casi si nota invece la sopravvivenza dei motivi umanitari e aneddotici derivati da Millet (l'inglese George Clausen, i tedeschi Liebermann e Von Udhe). La monumentalità contadina di Courbet trova conferme in Liebl e Repin, mentre l'inglese Lavery gioca piuttosto sulla frivolezza mondana del reportage sociale. Artisti come lo spagnolo Sorolla, il danese-norvegese Krøyer, lo svedese Zorn, il russo Serov e il tedesco Corinth nell'affrontare robusti affreschi sociali, cercano di sfidare "l'alta fedeltà" che il nuovo secolo affiderà sempre più alla fotografia o al cinema, accettando anche il contendere con il sopraggiungente Espressionismo, mentre gli inglesi Sickert e Steer risultano particolarmente attratti dall'ultimo Degas. I temi delle opere spaziano dai ritratti agli autoritratti, dalle scene di interni domestici, atelier di artisti, fabbriche e botteghe artigiane ad ambienti esterni naturali (campi, giardini, prati, fattorie) o urbani (piazze e vie cittadine, cantieri).

Impressionismi in Europa. Non solo in Francia.

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Autore: Renato Barilli
Editore: Skira
Isbn: 9788884910356
Pagine: 270
Edizione: 2001